Per farla breve la cosa è stata penosa. Il volano si rompeva ogni due per tre, sempre che non si incastrasse tra le corde delle racchette; all'inizio - ancora prede dell'entusiasmo e delle strane pose a cui ci costringevamo - ci si divertiva anche, ma quando la stanchezza di raccogliere quell'affare da terra ogni due passaggi si è impadronita di noi allora veniva da piangere. Che pena!Tornato a casa dall'estenuante match mi son messo a pulire casa dallo schifo lasciato la sera prima da tre vandali che inseguivano un portfolio. Per avere 20 mq di monolocale e metterci tre ore piene per riordinare potete capire le condizioni in cui verteva il mio spazio vitale. La ciliegina è arrivata quando ho portato fuori 8 sacchi della spazzatura - vetro, plastica, lattine e plastiche riciclabili - vergognandomi come un ladro e sperando di non incontrare nessuno che mi dicesse che facevo schifo! Lo sapevo già...
Per cena Davide ci porta in un posticino dietro casa dal nome tipicamente giapponese, probabilmente di Kyoto: François. Menù interamente in katakana, ergo illeggibile, e una fame da lupi! Per pura fortuna incontriamo dei compagni di Davide che ci aiutano a leggere e scrivere le ordinazioni. Non che la cosa in sé sia particolarmente interessante, ma posso dire di aver provato la vera cucina giapponese: quella vera che sazia e che fa mangiare qualcosa di caldo senza bisogno di sbrodolare e schizzare tutto intorno. Non chiedetemi come si chiamasse non me lo ricordavo già al momenti di pagare - ma posso dirvi che era carne bollita, con verdure fresche e uovo, insomma qualcosa di davvero nutriente che mi è rimasta sullo stomaco per l'intera serata.
2 commenti:
Nel caso non l'aveste letto tra i commenti del post precedente lo scrivo ancora: questo blog NON è la mia mail, per comunicazioni urgenti utilizzare il mezzo giusto, grazie!
:P
comunque io giocavo a badminton alle superiori...e se ci riesco io a giocare...punto
sib
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