giovedì 12 giugno 2008

Hiro, fotografia e tassi

Strano ma vero riesco anche ad uscire alla sera. Non che me ne sia andato chissà dove - se non nel solito barettino di Takanodai - ma almeno non faccio vita da eremita, e quel che più conta faccio vita sociale con dei giapponesi. L'occasione si presenta con un invito di Alicia - rivolto al "duo italiano", anche se Davide si è sentito escluso - a raggiungerla dopo cena al suo incontro con Hiro: affare fatto!

L'incontro nasce in maniera un po' interessata, visto che Alicia deve trovare una sistemazione per Agosto in quel di Tokyo per sé e per le sua valige, problema che oltretutto interessa anche il sottoscritto. Come d'accordo arrivo dopo quaranta minuti e al mio ingresso il cameriere mi indica direttamente il tavolo dove mi sarei seduto. Ma cosa ne sai che non sono da solo?! Solo perchè è strano vedere un occidentale tutto solo!? La seconda strana sensazione è stata la stretta di mano molto europea con cui Hiro mi ha dato il benvenuto. Non so se qui sono solo molto timidi o se stringersi la mano come saluto non è consuetudine, ma la cosa mi ha fatto molto piacere. Mi son sentito un po' meno fuori dal mondo.

Hiro è evidentemente di famiglia molto ricca, e lo si capisce dal tipo di vita che fa: viaggia in lungo e in largo per tutto il mondo, conosce molte persone interessanti e ne "conosce" più intimamente anche molte altre, ha case sparse per il globo, ma soprattutto - e vi assicuro che lascia basiti - parla inglese, francese, tedesco e un po' di spagnolo a dir poco perfettamente. La scioltezza con cui passa dall'inglese al giapponese è sbalorditiva, e dopo che bevi una birra e del sakè la cosa è ancora più impressionante. Fatto questo piccolo cappello, Hiro è un fotografo molto interessante. Conosce la tecnica ma si concentra sull'idea dietro la pellicola, cosa che, a quanto racconta, è un tema molto caldo qui alla Musabi - e in tutto il Giappone- soprattutto a causa di una vera assenza di tradizione.

Discussioni d'alto livello con un alto livello d'alcool nel corpo, ma quel che abbiamo visto io ed Alicia al ritorno era proprio vero; passeggiando di fianco al fiume che ci porta a casa scorgiamo qualcosa che si muove sul sentiero, ci giriamo incuriositi e quel coso fa lo stesso. Sarà un gatto! Non era un gatto, bensì un tasso - o un procione, non son stato lì a farci un documentario! - che se ne andava beatamente a caccia di notte. Ci scorge con sguardo che sembrava chiederci se avevamo d'accendere, e se ne va strafottente. Strani incontri in quel di Tokyo.

5 commenti:

PB ha detto...

Hiro, se lo conosci lo eviti! Dopo un po diventa viscido e morboso; a me ha chiesto di posare nuda nel bosco di notte...:S

cavi ha detto...

Ah!... ca**o, io odio i boschi di notte!

alwayslafatina ha detto...

Dal tuo commento deduco che l'abbia proposto anche a te...

Anonimo ha detto...

fa bel seet, putìn!!!!!

Anonimo ha detto...

giapponese, sei in sciopero? hai il complesso della pagina bianca? ;)